Non c’è posto per la ruota, neanche a spingere

ruota dimGrandi discussioni, grandi polemiche, sondaggi fifty/fifty, amicizie che rischiano di interrompersi, sacrilegio naturalistico, vocazione del parco e vocazione del quartiere, l’identità di Torino e la Torino europea. Tutto questo a causa della grande ruota panoramica che si vorrebbe installare al parco del Valentino.

E prendere due misure? Non c’è bisogno di un geometra, basta Google Earth. Lato A per lato B, larghezza e lunghezza. Perché nel posto prescelto, che è prendere o lasciare, non c’è posto. Non ci sta proprio. La ruota di Rimini (http://www.ruotapanoramicarimini.com) alta “solo” 55 mt occupa suolo pubblico alla base per 20mtx25mt, a Torino tra monumento e giardino roccioso, vedi foto allegata, lo spazio disponibile sarebbe, più o meno, 16/17 mt per 26/27 mt. E non c’è solo da tener conto dello spazio fisico dell’installazione, ma ci sono le biglietterie, le code e tutto il resto. Fine delle trasmissioni. La ruota ha girato, rien ne va plus.

A Torino una ruota ci può stare e anche una bella grande giostra di cavalli che a me piacciono molto, ma dove c’è spazio utile almeno.

PS: nel sito http://www.anesv.it dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi (Presidente Evelina Christillin e vice Massimo Piccaluga) è consultabile un documento del ministero che definisce le attrazioni permesse, tra le quali e tra quelle di grande dimensioni c’è la definizione di ruota panoramica.

RUOTA PANORAMICA (Diametro oltre i 12 metri e non superiore a 50 mt)
Consta di piloni metallici che sostengono un asse centrale orizzontale e rotante al quale sono applicati dei bracci disposti a raggiera alla cui estremità sono imperniati dei seggiolini, o dischi, o conchiglie. Il movimento di rotazione del complesso è dato da un motore elettrico al perimetro della ruota. Altro tipo di ruota, dotato delle citate caratteristiche, poggia su un piano girevole montato su rotaia. 

Il silenzio e gli ordini del giorno

Mercoledì 28 novembre scorso il gruppo PD della circoscrizione 8 ha presentato due ordini del giorno, il primo (approvato all’unanimità) richiede il divieto di transito e parcheggio all’interno del parco del Valentino e il secondo (approvato dalla maggioranza) una diversa politica dei parcheggi nelle vie interne di San Salvario dando priorità per 3 giorni ai residenti.

I due ordini del giorno sono coerenti con l’obiettivo che ci siamo dati, come maggioranza, di arrivare a una mobilità realmente alternativa e sostenibile e di quell’obiettivo vogliono essere solo una tappa di avvicinamento.

Le associazioni presenti nel territorio, numerose, sono molto sensibili ai temi che i nostri ordini del giorno evidenziano.  Molte sono le manifestazioni che il quartiere San Salvario ha ospitato sul tema mobilità.

Sembrerebbe quindi che ci sia una sostanziale e importante convergenza d’idee e di obiettivi.

Però.

Però, quando la politica, di base, molto di base, batte un colpo non si sente neanche l’eco di quel colpo. E non è la prima volta che succede.

Mi piacerebbe sapere perché. Mi auguro sia solo distrazione. Perché insieme è meglio che da soli.

PS: ricordo che tutti gli atti consiliari sono consultabili qui e che il nostro giornale on line www.ottoinforma.it è sempre aggiornato sui temi che riguardano il nostro territorio ed è aperto ai cittadini che possono commentare e inviarci lettere e contributi di idee.

Verde in musica

Foto di Augusto Montaruli

Ieri ho terminato il mio giro elettorale al parco del Valentino, dove avevo appuntamento con Marta. Era da un po’ che non mi capitava di andare al Valentino la domenica, ho visto un parco vivo e pieno di persone. Anziani che passeggiavano o chiacchieravano seduti sulle panchine, chioschetti affollati che servivano piadine e kebab, ragazzi di ogni etnia che giocavano a pallone a pallavolo laciavano freesbe, squadre di cricekt e palloni ovali. Giovani che prendevano il sole, qualche chitarra e le biciclette sul prato. Il parco del Valentino, forse il bene comune più prezioso della nostra circoscrizione, è disponibile per tutti. A me piacerebbe arricchirlo con strutture e spazi dedicati alla musica a disposizione di associazioni disponibili a gestirli e a fare opera di divulgazione musicale: dalla musica classica al rock. Spazi e strutture dove gruppi musicali, appassionati, bande tradizionali suonino per il piacere di suonare e di farsi ascoltare.

La musica fa bene all’anima e ravviva il verde pubblico.