Pessimismo scoraggiante

E’ nato il comitato che dice NO al parcheggio pertinenziale di corso Marconi. Un comitato molto trasversale: cittadini, associazioni, militanti di partiti e di non partiti uniti da un NO. Tutti hanno diritto alla loro TAV (o TAC che sia).
Cittadini, associazioni, partiti e non partiti che difficilmente si unirebbero per un SI, nel senso di proposta di una diversa idea di mobilità sul territorio. Ciò che realmente ci serve. Perché non troverebbero mai un accordo, perché hanno idee opposte. Ferocemente opposte.
Questa è la rappresentazione reale del paese, ma anche, allunghiamoci, della regione, della provincia, della città e del quartiere. E aggiungiamo il condominio.
Questo è ciò che mi preoccupa e mi sta facendo scivolare in un triste e scoraggiante pessimismo.

PS: in attesa della ruota panoramica che scombinerà le carte (nel comitato e non solo).

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Il disumano

Siamo a Torino nel quartiere multitutto: un po’ figo, un po’ movida e spensieratezza, un po’ trendy, un po’ impegnato socialmente, con tante associazioni, con tante religioni e tanta umanità proveniente da tutto il mondo. E in questo mare di umanità non manca la disumanità, le solite povertà e i personaggi che sulla disumanità fanno affari arrotolandosi il pelo sullo stomaco. C’è una casa a San Salvario, una casa bella grande con tre scale e una sessantina di luoghi definiti con generosità appartamenti. Dentro l’umanità varia, un po’ è nostrana e tanta è di tutto il mondo. Difficile contarla quest’umanità che è sotto scacco di un disumano padrone di tutta la casa e della sua condizione di vita. La casa cade a pezzi, infiltrazioni d’acqua, topi e scarafaggi in quantità, il gas è in bombole, niente a norma di legge.  Tutto è lasciato andare.  A volte un piccolo incendio in un “appartamento” vuoto, qualche intossicato, un articolo di giornale e poi nulla. E’ luogo di spaccio e di ritrovo di chi si va a fare, tanto è sempre aperto e l’entrata è libera. In quel luogo abitato anche da molti bambini. E’ una storia già vista solo pochissimi anni fa, a pochi isolati di distanza. Sempre la stessa umanità, sempre lo stesso disumano. E il disumano se ne fotte. Noi no però, noi non possiamo fottercene. I disumani non li dobbiamo più tollerare.

Come in un romanzo di Dickens, mandiamogli i fantasmi del passato del presente e del futuro. Anzi no, mandiamogli i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, la Polizia di Stato, e, soprattutto la Guardia di Finanza.

Un dehor decisamente compatibile

L’arredo urbano, come il vaso di fiori o il soprammobile di casa, deve rappresentare il territorio in cui è inserito.  Deve essere parte di un progetto, deve accompagnare il cittadino e l’ospite che attraversa le vie del quartiere nel suo percorso.

E’ un pugno allo stomaco un dehor lungo come la portaerei Garibaldi, senza decoro estetico con le sedie ammonticchiate in un angolo in attesa di sederi notturni.  I dehor devono essere arredo urbano e come tali progettati e installati.  Devono avere dimensioni compatibili con le dimensioni delle vie, devono integrarsi esteticamente con l’edificio che li ospita, devono essere gradevoli alla vista e arredare il luogo in cui sono installati. Come il soprammobile di casa, escluso quello della vecchia zia che si tira fuori quando viene a trovarci.

Questa mattina ho visto un esempio di dehor che a tutti gli effetti è arredo urbano, l’ho visto e fotografato in via Silvio Pellico mentre volantinavo per informare su un’iniziativa del PD a sostegno dell’ospedale Valdese (domenica 25 in piazza Madama alle 10:30).San Salvario è un quartiere con molti amanti delle due ruote, qui potete trovare diverse officine di riparazione biciclette ed ecco la genialità: il dehor costruito con vecchie biciclette. La bici da corsa, la graziella, la bici da donna e la bici da bambino tra vasi di fiori circondano gli ospiti del locale. Si chiama Tea Pot il locale, andate ad ammirare. Io lo trovo bellissimo.

Le buone pratiche vanno diffuse

E’ nato Ottoinforma on line, il giornale della Circoscrizione Otto. E’ nato il 29 febbraio, ultimo giorno di un anno bisestile, così risparmieremo anche sul compleanno.

Nasce perché i costi del giornale cartaceo sarebbero stati insostenibili, 3.000 euro a numero per quattro numeri sono per il bilancio attuale della Circoscrizione impensabili.

Nasce grazie al progetto ideato e curato da Giovanni D’Amelio, giornalista di professione e capogruppo dell’IDV alla Otto.

Nasce grazie al lavoro gratuito dei consiglieri e della redazione, composta da due membri di maggioranza e uno di opposizione. Lavoro che facciamo senza alcun compenso, volontariato puro.

E’ un giornale che vuole informare sui lavori della circoscrizione, ma vuole anche essere una finestra aperta sul territorio a disposizione dei cittadini e delle realtà associative presenti nel territorio.

E adesso l’appello, le buone pratiche in questo paese sono poco “pubblicizzate”: dateci una mano e diffondete.

Ottoinforma – link al sito: http://www.comune.torino.it/circ8/ottoinforma/

Direttore Responsabile: Maria Continisio

Cordinamento redazionale: Gianni D’Amelio

Redazione: Marco Bani e Augusto Montaruli

Nino

Questa mattina ho costatato che i miei capelli stavano peggio della maggioranza di Berlusconi e prima che decidessero di passare all’UDC sulle orme della Carlucci ho deciso che una sistemata fosse proprio necessaria. Avevo però il problema del parrucchiere, il mio solito ha lasciato l’attività, il più vicino è in via Calvo e non mi sembrava il caso. Ho telefonato a Raffaele chiedendo consiglio e lui, che tutto sa sul quartiere, mi ha consigliato Nino.
Fidandomi, perché di Raffaele bisogna fidarsi, ci sono andato. E ho fatto bene riuscita del taglio a prescindere.
Nino è un parrucchiere, o barbiere come piace dire a me, vecchio stile, come al Sud. Gentilezza e racconto.
Abbiamo cominciato con le origini calabresi di Nino che mi ha raccontato della pesca al pesce spada che si fa a Palmi, sua città natale. Proprio a Palmi, racconta, avvenne la storia del pesce spada innamorato che ispirò la canzone di Modugno. E come un gioco a seguire, tra un colpo di forbice e l’altro, mi ha raccontato gli inizi torinesi, anzi sansalvariesi, di Domenico Modugno, barista al caffè dell’Università di corso Marconi angolo via Madama. Molti dei suoi successi Modugno li compose dopo il lavoro nel retro di una sartoria di San Salvario dove dormiva ospite di un amico di suo padre. Mi ha raccontato della sorpresa di vederlo vincitore a Sanremo e dei tre giorni di festa che aveva offerto agli amici torinesi dopo il successo internazionale. “Ma”, mi dice Nino, “io non sono un esperto di musica leggera: io sono un melomane”. E parte una conferenza vera e propria sulla lirica: Tebaldi, Callas, Domingo, Pavarotti … mi ha aperto il cassetto con i suoi cd rari … mi ha raccontato del dramma di Anita Cerquetti, cantante dal grande avvenire che aveva abusato della sua voce tanto da rimanere senza e finire in clinica abbandonando un futuro da nuova Callas. Una bella mattinata, mi sono rilassato, ho appreso storie che non conoscevo e ho conosciuto una piacevole persona. Io da Nino ci torno, grazie del suggerimento Raffaele.

Tutto questo per dire che territorio è dove abiti, dove fai la spesa, dove i figli vanno a scuola e dove ti dai anche una sistemata ai capelli.

Dimenticavo, anche il taglio niente male.

Il furgone di Yasin

Yasin abita in San Salvario, in quella parte di San Salvario senza locali da movida, in una piazza. Cinquanta metri quadri scarsi a 400 euro il mese più spese e riscaldamento. Con Yasin in quei cinquanta metri scarsi vivono la moglie, una bimba di quattro anni e un bimbo di quattro mesi. Accanto alla casa di Yasin vendono appartamenti a 3.500 euro al metro quadro. A Yasin all’inizio della scorsa estate hanno rubato il furgone che gli serviva per mantenere la famiglia e pagare l’affitto (più spese e riscaldamento).  Oggi da Yasin è arrivato l’ufficiale giudiziario: 45 giorni di proroga. E poi?

Me l’hanno raccontato dei giovani, qualcuno direbbe alternativi perché vestono di scuro e portano orecchini, che grazie alla loro presenza e solidarietà hanno contribuito a ottenere una breve, purtroppo, proroga dall’ufficiale giudiziario. Grazie alla loro presenza e al loro volantino mi sono fermato a chiedere e a parlare con loro mentre l’ufficiale giudiziario compilava moduli.

Un caso sicuramente non isolato, un caso in un quartiere popolare che sta diventando oggetto di speculazione edilizia.  Va bene il mix del reddito, non va bene cacciare e lasciare nella disperazione chi non può più permettersi un affitto. Si deve intervenire con urgenza. Nel mio quartiere Yasin voglio che ci viva e ci viva sereno.  Se non s’interviene con le istituzioni e la politica interverranno altri, quelli senza scrupoli.  E i bimbi di Yasin? E quanti Yasin, che arrivano dal mondo o nostrani, ci sono e ci saranno se non s’interviene?

Sulla situazione casa proporrò un ordine del giorno, al prossimo consiglio di circoscrizione, rivolto a prendere in esame la situazione e ad adottare provvedimenti urgenti.

Un accordo musicale in San Salvario

Nasce così il San Salvario Music Festival, una sinergia positiva tra locali, associazioni e teatro. Locali che sponsorizzano e mettono in vendita i biglietti, il CineTeatro Baretti e la Casa del Quartiere che ospitano i musicisti e l’associazione Nessuno e la biblioteca Sherazade che rappresentano una delle belle realtà associative del nostro territorio. Otto serate musicali, otto generi musicali. Da non perdere. Questo è il quartiere che piace a me.

In questi casi è d’obbligo dire partecipate numerosi.

Qui trovate il programma e maggiori informazioni.