Primo Maggio

Te recuerdo Amanda di Victor Jara interpretata da Hugo Trova – a Torino al CineTeatro Baretti – 18 settembre 2012

Te recuerdo Amanda di Victor Jara

Te recuerdo Amanda, la calle mojada corriendo a la fabrica
donde trabajaba Manuel
la sonrisa ancha, al lluvia en el pelo
no importaba nada, ibas a encontrarte con él
con él, con él,con él, con él

Ti ricordo Amanda, la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
il sorriso aperto, la pioggia nei capelli
non importava niente, correvi a incontrarti con lui
con lui con lui con lui con lui

Son cinco minutos
la vida es eterna en cinco minutos
suenan las sirenas de vuelta al trabajo
y tu caminando lo iluminas todo
los cinco minutos te hacen florecer.

Sono cinque minuti
la vita è eterna in cinque minuti
suona la sirena si torna al lavoro
e tu camminando illumini tutto
quei cinque minuti ti hanno fatto fiorire

Te recuerdo Amanda, la calle mojada
corriendo a la fabrica donde trabajaba Manuel
la sonrisa ancha, la lluvia en el pelo
no importaba nada ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él

Ti ricordo Amanda, la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
il sorriso aperto, la pioggia nei capelli
non importava niente, correvi a incontrarti con lui
con lui con lui con lui con lui

Que partió a la sierra, que nunca hizo daño
que partió a la sierra
y en cinco minutos quedó destrozado
suenan las sirenas de vuelta la trabajo
muchos no volvieron, tampoco Manuel…

Con lui che partì per la sierra
che non aveva fatto niente
che partì per la sierra
e in cinque minuti è morto ammazzato
suona la sirena, si torna al lavoro
molti non tornano, neanche Manuel

Te recuerdo Amanda la calle mojada
corriendo a la fabrica donde trabajaba Manuel…

Ti ricordo Amanda, la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel…

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Il mobile di Hugo

Foto di Augusto Montaruli

Lo scorso settembre era a cena a casa mia il mio amico Hugo Trova, Hugo è un cantautore uruguayano impegnato in politica e di origini italiane. I suoi nonni emigrarono dal Piemonte agli inizi del secolo scorso. Hugo mi raccontava che possiede ancora un mobile chesua nonna aveva portato in Uruguay, quel mobile, mi diceva Hugo, è la storia e il ricordo della mia famiglia. Questo episodio mi è venuto in mente in questi giorni di migrazioni tragiche, ho pensato a chi non ha niente da portarsi, ho pensato che la storia di questo pianeta è un succedersi di popoli che si spostano, che mescolano tradizioni, usi, cibi e linguaggi.

Ma ci si sposta per fame, per occupare, perché cacciatida altre etnie o da guerre. Da sempre è così. E così continuerà se la politica non cambia orizzonti.

Noi italiani ci siamo quasi sempre spostati per fame. Negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso eravamo in fondo alla scala sociale, prima di noi c’erano i neri. I “negher” come direbbe Bossi. Noi italiani non siamo “settentrionali” a nessuno. Da un po’ di tempo a questa parte è la volta dei tunisini, degli eritrei, dei somali …

Mi piacerebbe nel mio dal quartiere veder nascere uno spazio dedicato alla memoria che ci facesse ricordare la nostra storia e comprendere quella degli altri. Come il mobile della nonna di Hugo.

Hugo su myspace: http://www.myspace.com/hugotrova/music