Semplice, veloce, urgente

DSC_1571Mentre scrivo (10:48 di sabato 27 aprile 2013) non so ancora quantificare il livello di sofferenza del mio stomaco e quanti malox, un farmaco molto caro a noi del PD e dintorni, dovrò prendere leggendo la lista dei ministri del nascituro governo di larghe intese. Aspettando la lista mi chiedo cosa leggeranno i posteri sui libri di storia, a prescindere dal formato, sulla classe politica di questi ultimi venti anni. Che cosa resterà di loro? IMU, scandali, nipotine e, soprattutto per gli affezionati al malox, tante occasioni mancate.

Una cosa però si potrebbe fare per scrivere un paragrafo degno, su quei libri di storia. Una cosa semplice, veloce. Approvare una legge praticamente già scritta, scritta con le migliaia di firme di chi l’ha proposta. Dare seguito a una promessa di Pierluigi Bersani: “La prima cosa che farò è dare cittadinanza a chi è nato in Italia.

Fatelo, facciamolo. Subito.

E non si dica che ci sono cose più urgenti, niente è più urgente della civiltà.

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Si parlava solo di futuro

Ieri ero a un dibattito alla festa torinese del PD, l’unico al quale ho assistito. Non ho visto giovani del PD, loro invitano Franco Marini e Massimo D’Alema. Pare che la prossima festa nazionale, i giovani, la faranno in un museo delle cere per risparmiare sui viaggi. Non c’era l’apparato del partito, non c’erano consiglieri regionali, provinciali, comunali, senatori e deputati. D’altra parte si parlava solo di futuro, di un diverso sistema di sviluppo, di ecoquartieri, di cibo e di agricoltura, di una manovra che potrebbe essere differente. Tutti argomenti che non sono al momento, chissà quando lo saranno, all’ordine del giorno tra i gli addetti ai lavori della politica.

Non si parlava di mattarellum e porcellum e della gara a chi raccoglie più firme; non si discuteva di Renzi si o Renzi no; di quanto deve, e se ci deve, essere la quota proporzionale; dei baffi di D’Alema; delle lettere di Veltroni; e della narrazione di Vendola e delle metafore di Di Pietro.

Si parlava solo di futuro. Peccato. Sarà per un’altra volta, se ci sarà il tempo. E pensare che gli ultimi referendum avrebbero dovuto insegnar qualcosa …

C’è un orto in piazza Nizza

Sì, c’è un orto in piazza Nizza, proprio vicino a casa mia. Lato ferrovia, ingresso metropolitana.  La prima volta che l’ho visto ho pensato a uno scherzo, invece è una cosa seria.  Questa iniziativa mi piace molto e allora vorrei dire ai promotori che noi, inteso come gruppo consiliare PD in circoscrizione, ci siamo e siamo sensibili all’argomento. Credo, anzi ne sono convinto, lo sia tutta la maggioranza. Contattateci, venite al circolo PD o in circoscrizione durante le sedute, scriveteci. Nel programma che abbiamo presentato ai cittadini, abbiamo inserito questo punto:

“… per valorizzare l’orto botanico come sede di corsi di floricoltura e orticoltura, rivolti ai cittadini della circoscrizione e della città …”.

Agli orti urbani e al verde pubblico come risorsa a disposizione dei cittadini ci teniamo. Si tratta di beni comuni. Finita la simpatica provocazione però occorre passare alla definizione di un progetto. Venite a presentarcelo. Dove siamo lo sapete.

PS, a proposito di democrazia partecipata:

  • I consigli di circoscrizione possono essere convocati dai cittadini, il numero minimo di firme necessarie è 300.
  • Su proposta di un consigliere il consiglio può deliberare di concedere la parola a un cittadino, la proposta deve essere approvata con la maggioranza dei due terzi.
  • I cittadini possono proporre argomenti da inserire all’ordine del giorno delle sedute.

Capogruppo

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Il dizionario definisce il termine capogruppo come coordinatore di un lavoro collettivo.

Così vorrei interpretare  questo ruolo che mi è stato assegnato.  Nove consiglieri, di cui un’indipendente, eletti in una lista di partito (il PD) da coordinare. Coordinare un lavoro collettivo vuol dire che proposte, mozioni, votazioni devono essere condivise. Condivise nel pieno rispetto dei ruoli: consiglieri, responsabili di commissione e partito territoriale. Coordinare vuol dire evitare fughe solitarie, coordinare vuol dire fare in modo che il legame tra partito territoriale e gruppo consiliare sia sempre improntato allo scambio d’idee e alla coerenza politica.

Coordinare vuol dire anche, e soprattutto, fare la “spunta” al programma che abbiamo presentato ai cittadini e che come gruppo e come partito territoriale abbiamo il dovere di cercare di realizzare.

Ripeto, nel pieno rispetto dei ruoli.

Il Presidente, la Giunta, il capogruppo e via Marconi a Novara

Ieri prima riunione del consiglio della circoscrizione otto. Prima dell’inizio dei lavori breve riunione del gruppo PD e nomina del capogruppo: sarò io. Fatemi gli auguri e datemi consigli. Nel corso della seduta abbiamo votato il Presidente e la Giunta (vedi sotto), naturalmente l’opposizione ha votato contro e la maggioranza a favore. Il consigliere del movimento cinque stelle si è astenuto. Alla seduta erano presenti molti cittadini, spero ritornino, e i giornalisti che si occupano della circoscrizione. Adesso si comincia a pedalare sul serio.

A proposito di pedalare, ieri di mattino mi sono recato a Novara  e passeggiando con un mio amico ho notato, con piacere, che avevo scoperto l’acqua calda. Nelle mie idee di programma avevo proposto una diversa configurazione delle vie del quartiere: da un lato parcheggio – dall’altro pedalo e passeggio. A Novara l’hanno fatto. Si può fare anche qui. Guardate via Marconi nella foto che ho scattato.

Giunta Consiglio di Circoscrizione 8

Clicca sulla foto per l’immagine a tutto schermo.

Il debutto del consigliere

Questa sera ho il “debutto in società”.

La biblioteca Sherazade a conclusione di una giornata di festa organizza un dibattito dal titolo  “San Salvario 2016 – confronto tra consiglieri neoeletti e associazioni del territorio.

Una bella occasione per cominciare, per ascoltare e confrontarsi.

La festa comincerà alle 16:00 nel cortile della scuola Manzoni.

Ripartiamo da noi?

Ilda, Roberto, Marta, Laura, Simona, Filo, Malvina, Paola, io e quanti, tanti, ci hanno appoggiato supportato e incoraggiato, lasciata alle spalle la campagna elettorale che ci ha costretto a fare delle scelte, perché non proviamo a ripartire da noi. Ripartiamo da noi e dopo questa tappa, tappa che abbiamo vinto a prescindere dal risultato personale. Fuori dai tabelloni con le liste e i nomi ci sono le battaglie da continuare e fuori ci stanno aspettando.

C’è la bella politica che a noi piace fare, che noi vogliamo fare. Non lo sprechiamo questo momento.

Se non ora quando, come direbbe Laura. Con i piedi dentro e la testa fuori.