Ah, les italiens

Personalmente dei sondaggi on line ho sempre diffidato, valgono ciò che valgono, cioè niente. Infatti ricevo questa mail. Giudicate voi.

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: salviamo corso marconi <salviamocorsomarconi@gmail.com>
Date: 21 maggio 2013 15:23
Oggetto: ComitatoCorsoMarconi n. 6 – Rettifica Sondaggio Istantaneo
A: salviamo corso marconi <salviamocorsomarconi@gmail.com>

Se volesse partecipare al sondaggio …

Grazie ad una segnalazione, abbiamo scoperto che si può  rivotare con lo stesso computer, se si chiude e riapre la finestra Explorer (o altra applicazione browser).

Comitato “Salviamo Corso Marconi”

Il Valdese, un “brand” che fa gola

_DSC7304Sembra proprio che l’unica speranza per l’ospedale Valdese siano le carte bollate e qualche avvocato.  Il trasloco è in fase avanzatissima. Ci abbiamo provato, ci stiamo ancora provando, ma con la testa altrove.  Per spirito di servizio, perché dobbiamo.
Hanno provato a resistere e a lottare la Circoscrizione, il circolo PD, i comitati, i pazienti, i medici e il personale tutto della struttura, la comunità valdese, i commercianti di zona.
Ci ha provato e ci sta ancora provando qualche consigliere regionale e comunale, i nomi sulle dita di una mano.
E basta. E’ Poco. Si è persa, si sta perdendo un’occasione: fare della battaglia per il Valdese un simbolo a difesa della sanità pubblica. E tutti sappiamo quanto sia urgente farla quella battaglia.
Per questo però serviva la politica e i partiti (interi) e non qualche consigliere o un circolo.
Ha vinto, sta vincendo Cota, quello che diceva che “il Valdese aveva senso al tempo delle persecuzioni”.
Ha vinto Monferino, quello che si è dimesso, ma che un sospetto che mi frulla per la testa mi dice che lo rivedremo da queste parti.
Perché “Il Valdese” è un brand che fa gola. La storia vera credo sia tutta qui.

Non c’è posto per la ruota, neanche a spingere

ruota dimGrandi discussioni, grandi polemiche, sondaggi fifty/fifty, amicizie che rischiano di interrompersi, sacrilegio naturalistico, vocazione del parco e vocazione del quartiere, l’identità di Torino e la Torino europea. Tutto questo a causa della grande ruota panoramica che si vorrebbe installare al parco del Valentino.

E prendere due misure? Non c’è bisogno di un geometra, basta Google Earth. Lato A per lato B, larghezza e lunghezza. Perché nel posto prescelto, che è prendere o lasciare, non c’è posto. Non ci sta proprio. La ruota di Rimini (http://www.ruotapanoramicarimini.com) alta “solo” 55 mt occupa suolo pubblico alla base per 20mtx25mt, a Torino tra monumento e giardino roccioso, vedi foto allegata, lo spazio disponibile sarebbe, più o meno, 16/17 mt per 26/27 mt. E non c’è solo da tener conto dello spazio fisico dell’installazione, ma ci sono le biglietterie, le code e tutto il resto. Fine delle trasmissioni. La ruota ha girato, rien ne va plus.

A Torino una ruota ci può stare e anche una bella grande giostra di cavalli che a me piacciono molto, ma dove c’è spazio utile almeno.

PS: nel sito http://www.anesv.it dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi (Presidente Evelina Christillin e vice Massimo Piccaluga) è consultabile un documento del ministero che definisce le attrazioni permesse, tra le quali e tra quelle di grande dimensioni c’è la definizione di ruota panoramica.

RUOTA PANORAMICA (Diametro oltre i 12 metri e non superiore a 50 mt)
Consta di piloni metallici che sostengono un asse centrale orizzontale e rotante al quale sono applicati dei bracci disposti a raggiera alla cui estremità sono imperniati dei seggiolini, o dischi, o conchiglie. Il movimento di rotazione del complesso è dato da un motore elettrico al perimetro della ruota. Altro tipo di ruota, dotato delle citate caratteristiche, poggia su un piano girevole montato su rotaia. 

Pessimismo scoraggiante

E’ nato il comitato che dice NO al parcheggio pertinenziale di corso Marconi. Un comitato molto trasversale: cittadini, associazioni, militanti di partiti e di non partiti uniti da un NO. Tutti hanno diritto alla loro TAV (o TAC che sia).
Cittadini, associazioni, partiti e non partiti che difficilmente si unirebbero per un SI, nel senso di proposta di una diversa idea di mobilità sul territorio. Ciò che realmente ci serve. Perché non troverebbero mai un accordo, perché hanno idee opposte. Ferocemente opposte.
Questa è la rappresentazione reale del paese, ma anche, allunghiamoci, della regione, della provincia, della città e del quartiere. E aggiungiamo il condominio.
Questo è ciò che mi preoccupa e mi sta facendo scivolare in un triste e scoraggiante pessimismo.

PS: in attesa della ruota panoramica che scombinerà le carte (nel comitato e non solo).

Un’occasione mancata

foto-4

Consiglio aperto alla circoscrizione 8

Succede che un centinaio di cittadini siano uniti contro qualcosa, un centinaio di cittadini con idee diverse sul futuro, sulla città, sugli alberi, sul vivere insieme. Succede che qualcuno che predica il cambiamento utilizzi vecchi rituali, raccolga firme contro e non proponga un’alternativa. Quella è più difficile da firmare, molto più complicata da spiegare. Succede che chi dovrebbe e vorrebbe non si spiega bene e non si faccia capire.
La democrazia condivisa e partecipata è un bel casino da gestire.
Succede che si è persa un’occasione. Dovremmo recuperarla. Dobbiamo lavorarci. Tutti.

Mi riferisco a questa cosa qui.

Ottoinforma

auguri

 Ottoinforma è il giornale on line della circoscrizione 8 di Torino, www.ottoinforma.it. Prima era su carta, usciva ogni tre mesi, poche pagine, informazione molto post (nel senso di con molto ritardo), costava 3.500€ a numero. Adesso è fresco di giornata, è a costo zero, è suole consumate, è persone incontrate, è progetti spiegati, è storie raccontate. E’ lavoro donato. E’ foto scattate e poi assemblate. E’ musica che accompagna. E’ territorio esplorato. E’ interviste. E’ lettere pubblicate. E’ fatica, è passione, è divertimento. Perché la politica deve essere anche divertimento. Non c’è passione senza sorriso.

Seguiteci, leggeteci, consigliateci e diffondeteci. Grazie.

Auguri!

Il disumano

Siamo a Torino nel quartiere multitutto: un po’ figo, un po’ movida e spensieratezza, un po’ trendy, un po’ impegnato socialmente, con tante associazioni, con tante religioni e tanta umanità proveniente da tutto il mondo. E in questo mare di umanità non manca la disumanità, le solite povertà e i personaggi che sulla disumanità fanno affari arrotolandosi il pelo sullo stomaco. C’è una casa a San Salvario, una casa bella grande con tre scale e una sessantina di luoghi definiti con generosità appartamenti. Dentro l’umanità varia, un po’ è nostrana e tanta è di tutto il mondo. Difficile contarla quest’umanità che è sotto scacco di un disumano padrone di tutta la casa e della sua condizione di vita. La casa cade a pezzi, infiltrazioni d’acqua, topi e scarafaggi in quantità, il gas è in bombole, niente a norma di legge.  Tutto è lasciato andare.  A volte un piccolo incendio in un “appartamento” vuoto, qualche intossicato, un articolo di giornale e poi nulla. E’ luogo di spaccio e di ritrovo di chi si va a fare, tanto è sempre aperto e l’entrata è libera. In quel luogo abitato anche da molti bambini. E’ una storia già vista solo pochissimi anni fa, a pochi isolati di distanza. Sempre la stessa umanità, sempre lo stesso disumano. E il disumano se ne fotte. Noi no però, noi non possiamo fottercene. I disumani non li dobbiamo più tollerare.

Come in un romanzo di Dickens, mandiamogli i fantasmi del passato del presente e del futuro. Anzi no, mandiamogli i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, la Polizia di Stato, e, soprattutto la Guardia di Finanza.