Si comincia

Mi è arrivata la convocazione del primo consiglio di circoscrizione, il 6 giugno prossimo alle 18:30.  Con il primo consiglio si approvano Presidente e Giunta.  E’ in fase di chiusura la negoziazione tra le forze politiche di maggioranza sulla composizione della Giunta e sui nomi dei coordinatori. Posso anticipare che io non avrò incarichi in Giunta.

Il primo giugno tutti gli eletti sono stati invitati dalla Biblioteca Shahrazad al dibattito che seguirà la festa dei vicini di banco tra associazioni del territorio e neo eletti. Ci andrò con molto piacere.

 

749

Il 749 è un bel numero che ho imparato a memoria, è il numero del mio seggio elettorale. Al 749 voto e incrocio le dita, a volte anche le schede per quanto sono grandi e lunghe.

Al seggio 749 ci votano i miei vicini di casa, da farci un’assemblea di condominio.  Il 749 mi ha regalato 32 voti di preferenza determinanti per la mia elezione, e il mio non è poi un grande condominio.

Evidentemente ispiro fiducia e simpatia ai miei vicini oppure sanno dove trovarmi.

Adesso cerchiamo di conquistare la fiducia e simpatia anche dagli altri “numeri”.

Grazie 749 e grazie a tutti coloro che mi hanno supportato aiutato votato e sopportato.

Il traghetto e le “tette”

Stavo cercando su internet un traghetto per la Sicilia quando mi è apparsa la pubblicità che vedete di fianco. Che senso ha? Vesuvio ed Etna mai così vicini. E quindi? Due mani sulle “tette”, i viaggiatori sarebbero le mani e le “tette” il Vesuvio e l’Etna. Poi c’è l’eruzione e così via.

Posso dire che oltre che offensiva è veramente orribile questa pubblicità?

Marta Levi, se sarai eletta come spero, mi auguro tu possa replicare la campagna sull’uso del corpo femminile in pubblicità.

Per quanto mi riguarda credo proprio che in Sicilia andrò in auto.

Una foto così …

In queste giornate di campagna elettorale ho parlato con le persone, distribuito volantini, preparato materiale, mi sono recato a eventi, mangiato alla cena di circolo e scattato un po’ di fotografie. Alcune noiose, altre da scartare, qualcuna bella, ma solo una bellissima. L’ho scattata a Marta, lei nemmeno se n’è accorta.

Una foto così merita un voto. Non credete?

Marta in comune

Augusto alla 8

Al Primo Turno è Meglio

Siamo agli ultimi giorni di campagna elettorale, la domanda che sento spesso è, ce la faremo al primo turno? Spero proprio di sì, è la mia risposta. Spero proprio di sì perché vincere al primo turno, è meglio, a Torino è obbligatorio. A Milano resusciterebbe Zavattini e pure De Sica padre, mai dire mai.

Vincere al primo turno vuol dire avere più consiglieri comunali; la tua preferenza, che ti prego di dare, avrebbe più valore.
Vincere al primo turno vuol dire che non ti devi apparentare con altri; non cedi assessorati e quindi niente compromessi.
Vincere al primo turno da più valore al tuo voto.
Vincere al primo turno evita il ballottaggio, ottimo strumento di democrazia, ma un costo in più. Quel costo in più lo determina chi non si reca alle urne o disperde il voto.

Fate passaparola, telefonate agli amici, ditelo a tutti, soprattutto agli indecisi.
Torino merita una vittoria in scioltezza.
Fassino Sindaco … Subito!

Io voto PD
La mia preferenza è per Marta Levi
La mia circoscrizione è la Otto dove sono candidato nelle liste PD

Analisi semiseria del volantinaggio, per rilassarsi un po’

Oggi scrivo un post un po’ leggero.

In questo periodo sto “volantinando” molto: in piazza, al mercato, per strada e persino sull’autobus. Io ho il mio stile, ma ce ne sono tanti. Provo a descriverli.

Luogo principe per volantinare è il mercato rionale, il volantinatore si posiziona in un luogo strategico, di qui devono passare per forza, e comincia. L’inizio è sempre titubante, ti guardi intorno, prendi le misure e poi cominci.

Il resto dipende dallo stile che si adotta.

Stile distributore automatico.

Posizione eretta, gambe leggermente divaricate, sul braccio sinistro i volantini e mano destra che prende e distribuisce. Questo stile mal digerisce il rifiuto o il passante che t’ignora o ti evita con uno slalom. Si rischiano il rinculo del volantino e una disastrosa cascata della risma di fogli dal braccio sinistro. Consiglio di adottare questo stile all’ingresso di luoghi omogenei: fabbriche, uffici, scuole. Non prevede un’interazione con i cittadini ai quali si distribuisce il volantino. E’ un ricordo scolastico.

Stile distratto

Questa è la distribuzione snob, con nonchalance, come se non ci fossi. Sei lì con i tuoi volantini, ma vorresti essere altrove. Sguardo perso nel vuoto, guardi quanto costano i pachino e controlli l’ora. Di solito te li chiedono i volantini, ti si piazzano davanti e ti dicono: “allora? Me lo dai o no?”. Dopo un pò arriva il distributore automatico e ti chiede una risma perché lui li ha finiti. Quest’approccio si può utilizzare nei pressi del Rotary Club.

Stile ansioso

L’approccio è molto sonoro e continuo: signora un volantino, signora un volantino! Signore un volantino! Prendi il volantino! Che lo vuoi un volantino? … Ci si stanca molto e si stanca molto. Immaginate di essere al mercato, vicino a un banco e pensate quel poveretto che lo gestisce. Potrebbe passare a vie di fatto. Lo sconsiglio comunque e sempre.

Stile selezionatore

Questo no, guarda com’è vestito; ha la borsa della spesa piena non me lo prende, non me lo prende. Questo lo prende, ha l’Unità in tasca. Questo è sicuramente inutile, distribuisci solo a chi è già convinto. Molto autoreferenziale, non serve a niente.

Il mio

Io comincio con un mi scusi posso e poi analizzo la reazione. Devo dire che funziona abbastanza. Prediligo postazioni non fisse, ma con un minimo di mobilità. L’ideale è la presenza di avversari politici, lega nord su tutti. Rende più ludica la distribuzione. Non so se è il migliore o il più efficace, ma io lo trovo divertente. Almeno quello.

PS: comunque nel caso voleste dei volantini da distribuire, fatemelo sapere 🙂

La lega e lo specchio a cui si arrampica

Oggi ero al mercato di piazza Madama Cristina a volantinare per Fassino, Marta Levi e il sottoscritto. Ho scelto la posizione dove mettermi dopo aver visto dove Borghezio e un paio di giovani “padani”  si erano installati a distribuire i loro fogli verdi: due metri di distanza da loro. Lui (Borghezio) nervoso per la mia presenza e io divertito per la sua insofferenza. Intanto ascoltavo cosa diceva il grosso esponente della lega nord alla gente che si lamentava del governo, testuale: “Adesso andiamo all’opposizione, quelli del PDL sono tutti ricchi e non fanno un ca**o! Non come noi che lavoriamo duro!” .

Erano tristi i leghisti questa mattina, tristi e in imbarazzo mentre si arrampicavano sugli specchi (e pensate a Borghezio che mentre si arrampica si vede pure).

Mettiamoli in difficoltà, talloniamoli, facciamogli sentire la nostra presenza.

Marchiamoli stretti.