Semplice, veloce, urgente

DSC_1571Mentre scrivo (10:48 di sabato 27 aprile 2013) non so ancora quantificare il livello di sofferenza del mio stomaco e quanti malox, un farmaco molto caro a noi del PD e dintorni, dovrò prendere leggendo la lista dei ministri del nascituro governo di larghe intese. Aspettando la lista mi chiedo cosa leggeranno i posteri sui libri di storia, a prescindere dal formato, sulla classe politica di questi ultimi venti anni. Che cosa resterà di loro? IMU, scandali, nipotine e, soprattutto per gli affezionati al malox, tante occasioni mancate.

Una cosa però si potrebbe fare per scrivere un paragrafo degno, su quei libri di storia. Una cosa semplice, veloce. Approvare una legge praticamente già scritta, scritta con le migliaia di firme di chi l’ha proposta. Dare seguito a una promessa di Pierluigi Bersani: “La prima cosa che farò è dare cittadinanza a chi è nato in Italia.

Fatelo, facciamolo. Subito.

E non si dica che ci sono cose più urgenti, niente è più urgente della civiltà.

Pessimismo scoraggiante

E’ nato il comitato che dice NO al parcheggio pertinenziale di corso Marconi. Un comitato molto trasversale: cittadini, associazioni, militanti di partiti e di non partiti uniti da un NO. Tutti hanno diritto alla loro TAV (o TAC che sia).
Cittadini, associazioni, partiti e non partiti che difficilmente si unirebbero per un SI, nel senso di proposta di una diversa idea di mobilità sul territorio. Ciò che realmente ci serve. Perché non troverebbero mai un accordo, perché hanno idee opposte. Ferocemente opposte.
Questa è la rappresentazione reale del paese, ma anche, allunghiamoci, della regione, della provincia, della città e del quartiere. E aggiungiamo il condominio.
Questo è ciò che mi preoccupa e mi sta facendo scivolare in un triste e scoraggiante pessimismo.

PS: in attesa della ruota panoramica che scombinerà le carte (nel comitato e non solo).

Un’occasione mancata

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Consiglio aperto alla circoscrizione 8

Succede che un centinaio di cittadini siano uniti contro qualcosa, un centinaio di cittadini con idee diverse sul futuro, sulla città, sugli alberi, sul vivere insieme. Succede che qualcuno che predica il cambiamento utilizzi vecchi rituali, raccolga firme contro e non proponga un’alternativa. Quella è più difficile da firmare, molto più complicata da spiegare. Succede che chi dovrebbe e vorrebbe non si spiega bene e non si faccia capire.
La democrazia condivisa e partecipata è un bel casino da gestire.
Succede che si è persa un’occasione. Dovremmo recuperarla. Dobbiamo lavorarci. Tutti.

Mi riferisco a questa cosa qui.