Messico e nuvole

Messico e nuvole,
la faccia triste dell’America
e il vento suona la sua armonica
che voglia di piangere ho
 

STORIA DI SANDRO, IL MAZZOLA CHE FECE GRANDE L'INTER / SPECIALEFurono accolti a pomodori in faccia gli azzurri che tornarono dal Messico, era l’estate del 1970. L’Italia disputò una partita storica contro la Germania, l’ultimo goal fu di Gianni Rivera. Lui fu accolto da trionfatore. I pomodori furono tutti per il selezionatore Ferruccio Valcareggi che nella finale, inserì in campo Rivera quando mancavano sette minuti alla fine. Il sogno era andato.
Doveva giocare Rivera, urlò la folla. Avremmo vinto.
Peccato che l’altra squadra in campo era il Brasile, giocava di fino, ti rimbambiva. C’era Pelè. E non solo.
Forse sarebbe il caso di rivedere la preparazione atletica, studiare la strategia e conoscere meglio il campo in cui si gioca. E magari frequentarlo di più.

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Massimo Ottolenghi: perché votare

 A 98 anni si possono vincere cause, prendere due mezzi pubblici per andare in ufficio, scrivere libri e avere le idee chiarissime sul perché andare a votare. Ieri sono andato dall’avvocato Massimo Ottolenghi figura storica dell’antifascismo torinese per Ottoinforma, e non ho resistito alla tentazione di chiedergli un contributo video per questa campagna elettorale: “Certo, senza citare partiti. Non serve.”
Un video di 3 minuti, in tre parti: istituzioni, populismi ed Europa.

Breve bio e opere di Massimo Ottolenghi su chiare lettere

Ecco il video:

Grillo e Reich

WILHELM REICH

Da La psicologia di massa del fasscismo.

grillo_torino-670x270Quando un carattere fascista di qualsiasi colorazione si mette a predicare “l’onore della nazione” (anziché l’onore dell’uomo) o a la salvezza della sacra famiglia e della razza” (anziché la comunità dell’umanità che lavora); quando monta in superbia e quando dalla sua bocca non escono che slogans, allora gli si chieda pubblicamente, e con la massima calma e semplicità:

“Che cosa fai praticamente per dar da mangiare alla nazione senza assassinare altre nazioni? Che cosa fai come medico contro le malattie croniche, che cosa fai come educatore per favorire la gioia di vivere dei bambini, che cosa fai come economista contro la miseria, che cosa fai come assistente sociale contro il logoramento delle madri con tanti figli, che cosa fai come costruttore per sviluppare l’igiene delle abitazioni? Ora, cerca di non parlare a vanvera e cerca di dare una risposta concreta e pratica, altrimenti tieni chiuso il becco!”

Per un’Italia durevolmente giusta.

Bisognerebbe farne un volantino e distribuirlo ovunque l’articolo di Curzio Maltese, che oggi potete leggere sul Venerdì di Repubblica.  E’ quanto di meglio si può leggere a sostegno del Partito Democratico. Vi riporto tutto l’articolo, anche se il copyright non lo consentirebbe, ma stamattina mi son svegliato e mi sento molto partigiano e anche un po’ preoccupato.

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Contromano

Di Curzio Maltese

Quattro leader per una “rivoluzione”? Prevedo guai

Negli ultimi giorni di campagna, il PD farebbe bene a non pronunciare mail l’espressione “voto utile”. E’ fastidiosa e controproducente: il voto è sempre utile, se si crede nella democrazia. Inoltre gli appelli al voto utile storicamente sortiscono l’effetto opposto, quello di incoraggiare la già naturarle tendenza di ampie zone dell’elettorato al voto dilettevole per il miglior demagogo dell’anno.

Propongo al PD di sostituire il concetto di utile con quello di durevole. Perché passata la festa, che ne sarà di tanti carrozzoni elettorali allestiti all’ultimo momento e sfilati in queste settimane?

Quanto può durare l’alleanza fra Berlusconi e la Lega? Se la destra vince in Lombardia – in Italia non se ne parla – forse un paio d’anni. Il tempo di aprire l’inevitabile lotta di successione a un Berlusconi ottantenne. Se perde in Lombardia, neppure una settimana.

E quanto durerà il Movimento 5 Stelle? Bella questione. I sondaggi lo danno in calo da mesi, ma forse sbagliano. Grillo sta facendo una campagna formidabile, furbissima, a suo modo coraggiosa. Ed è l’unico a riempire le piazze. Potrebbe fare il botto.  E qui cominciano i guai. Perché un conto è controllare da casa e dal computer un movimento in fieri dove “uno è uguale uno”, cioè nessuno conta niente e comandano solo due, lui e Casaleggio. Altro è far entrare nelle istituzioni persone vere, che dovranno agire nella realtà. La vittoria di Parma è stata significativa. Grillo ha trionfato con tre promesse. Numero uno, no all’inceneritore, anzi “NO!”. Due, il dimezzamento o l’abolizione dell’IMU introdotto dall’orribile governo Monti. Tre, sostegni e sgravi fiscali alle famiglie deboli. Risultati: l’inceneritore si fa, l’IMU rimane la stessa, la più alta d’Italia, e gli aiuti alle famiglie deboli non si sono visti. Il sindaco Pizzarotti ripete che “i bilanci non consentono”, come un qualsiasi viceministro bocconiano. Grillo parla d’altro, la casta, i complotti, la stampa assassina, ecc. CI vediamo in Parlamento, sarà un piacere.

Quanto a Rivoluzione Civile, il destino sembra segnato. Con quattro segretari di partito quattro, Di Pietro, Ferrero, Diliberto e Bonelli, con quattro apparati alle spalle, quanto può sopravvivere? Se questo non accadrà, se non cominceranno dal primo giorno a spartirsi per esempio la torta dei rimborsi elettorali, m’impegno a fare pubblica ammenda.

Resta il centro, il più perfetto dei carrozzoni. Non punta a vincere ma a far perdere tutti, così è decisivo per governare. Se l’operazione riuscirà, magari per lo zero virgola, si fa un bel governo destra-sinistra. Altrimenti, qualcuno s’immagina Monti capo dell’opposizione parlamentare per più di un trimestre?

© Venerdì di Repubblica

Altri post sul perché votare PD:

Dal mio amico Nico

Voto PD per un paese normale

Berlusconi la mela marcia e Josefa

Spot elettorali

Un partito serio

Ignazio Marino, in piazza Madama Cristina. Video.

Perché votare PD, Marcenaro e Boccuzzi. Video.

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Dal mio amico Nico

Vi propongo, così come mi è stata girata, dal mio amico Nico

Cari tutt*
sono sempre un po’ combattuto ad utilizzare la mia rete di amici e conoscenti per fare circolare le idee di un partito. Fino a questo momento sono stato in silenzio sperando di assistere ad una campagna differente. Il clima che si è creato non è facile e lo si percepisce frequentando le piazze nei fine settimana.

Tutto questo per dirvi (se non ve ne siete accorti di persona) che in questi giorni gli atteggiamenti più frequenti sono:
-l’indifferenza del tipo non voto o del siete tutti uguali
-lo spacca capello sul giustizialismo, l’approccio moralista e il w l’uomo qualunque che mi rappresenta bene in Parlamento
Nessuno entra nel merito delle questioni e rischiamo di farlo anche noi perché il “mercato” non richiede questo.

Per questi motivi vi segnalo l’occasione utile di Bersani a Torino sabato prossimo e la sintesi del programma del PD.

http://www.repubblica.it/politica/2013/02/05/news/pd_ecco_la_fac_del_programma_inviato_ai_circoli-51983600/

Sono 16 pagine, si leggono in dieci minuti e per smontare le principali obiezioni dei miei amici più spacca capello basta leggere le prime due pagine. Più le leggo e più sono la vera #propostashock:

a pagina 1 si parla di green economy (quindi chi mi ha detto che solo Grillo parla di ambiente mi deve un caffè) e di cosa pensiamo di fare sull’articolo 18 (e Ingroia-Di Pietro è servito)

a pagina 2 parliamo di corruzione, riforma della giustizia, e cosa fare con l’Europa e i conti pubblici (possiamo essere credibili meglio dei Tre-Monti)

a pagina 3 di politica industriale, infrastrutture e ambiente (e già presentare questi tre temi in maniera coordinata fa capire il salto di qualità che si vuol fare al Paese)
poi proseguite voi su agenda digitale, IMU, concordato fiscale con la Svizzera, riforma del lavoro, scuola e università

Per tutti i ma, i però, i sebbene, ecc…sono qui a rispondervi (e vorrei capire se altri di altri movimenti sono allo stesso modo disponibili e presenti)…

MA ricordatevi che il 24 nell’urna non si deciderà se vedere un film d’essai che può piacere o no (ma che in fondo chi se ne frega dopotutto è una speculazione per ammazzare il tempo con la pancia piena) ma se vi andrà bene il solito polpettone nauseabondo che gira da 20 anni.

Siamo l’unico partito che non ha un nome sul simbolo perché mette al centro il collettivo, vuole dimenticare il personalismo di questi anni per mettere al centro la comunità, la gente per bene. Quella che vede un’Italia giusta davanti a sé. Io credo che tutti voi abbiate lo stesso sogno per cui vi invito a mobilitarvi.

A presto

9 febbraio – Ore 9.00
TEATRO REGIO – Piazza Castello – Torino

L’Italia giusta in una Europa unita e rinnovata
Pace, Prosperità, Progresso:
i Socialisti e i Democratici europei a Torino

Conclusioni:

Pier Luigi BERSANI Candidato Premier Partito Democratico

Partecipano
Piero FASSINO e Massimo D’ALEMA