Torino città universitaria e gli studenti pakistani

Foto da La Stampa

Come giustamente auspica il sindaco della mia città, Piero Fassino, Torino deve diventare una città universitaria.  Centomila (100.000) studenti, oltre il 10% dei residenti in città, hanno scelto Torino per studiare, di questi il 35% da altre regioni e quindicimila (15.000) da altri paesi del mondo. Cinque di quei quindicimila rischiano di tornare a casa. Sono studenti pakistani (Arif, Nasir, Farah, Shakir e Muhammad) del politecnico ai quali l’EDISU, l’ente per il diritto allo studio, ha revocato la borsa di studio. La regione Piemonte evidentemente ha un’altra visione della città, della grande opportunità che avrebbe Torino e credo anche dello studiare in generale. Pakistani poi, non ne parliamo neppure. Questi ragazzi dovrebbero diventare il simbolo di una campagna forte che vada a difendere e a rafforzare il diritto allo studio e a sostenere Fassino nella sua visione di Torino città universitaria. Una Torino città aperta ai giovani di tutto il mondo. Per trovare i fondi necessari si potrebbe cominciare a perseguire chi affitta in nero letti e stanze proprio agli studenti che arrivano da fuori città e con questi sostenere Arif e i suoi compagni rifinanziando l’EDISU. Proprio su questo argomento il gruppo PD della circoscrizione 8 aveva presentato un ordine del giorno approvato a maggioranza. Questo post vuole anche essere un appello alla solidarietà, se avete idee, una stanza, un lavoro part time scrivetemi e vi metterò in contatto.

Link all’artico su Fassino e Torino città universitaria: qui

Link all’articolo sugli studenti pakistani: qui

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One thought on “Torino città universitaria e gli studenti pakistani

  1. Ben fatto Augusto. Speriamo di poter aiutare questi meravigliosi ragazzi.
    Io li ho incontrati e nei loro occhi c’è paura, la fame, la disperazione di chi non vede prospettiva per il proprio futuro.
    Ad onor del vero devo precisare che non si tratta di vera e propria revoca della Borsa ma di “sospensione” del contributo economico… nei fatti significa che, salvo miracoli o ripensamenti da parte della Giunta leghista, tutti gli 8000 ideoni (il 61% piemontesi… indi stirpe padana, sigh!!!) non riceveranno mai la borsa di studio, che pure meritano perchè rispettano i parametri di reddito e merito previsti dal bando Edisu.

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